L’uomo civile sta al di là delle barricate. Meleta terra di liberi pensieri.

dangerProprio ieri sera, durante le ore notturne, stavo percorrendo la strada che dalla Val di Merse porta nella contea di Meleta: una di quelle sere che grazie ai Led Zeppelin le curvose strade di questa zona diventano le lunghe highway americane dove la strada non finisce mai ed è fedele compagna del viaggio.
Durante il viaggio il Favi ha avuto modo di pensare e vedere molte cose ma certo il più persistente pensiero si è concentrato su taluni interrogativi.
Sono ormai anni che migliaia ed ancora migliaia di persone lasciano la propria terra in cerca di un barlume di terra promessa e sono ormai anni che tante, troppe persone si arricchiscono di fronte a questo dramma che spesso è volentieri rende certe zone del Mare Mediterraneo quasi un cimitero marino.
Non starò certo qui a dilungarmi sulle mosse di quel governo lì, di quella Comunità Europea là o delle mille salse che vengono utilizzate per meglio far digerire una situazione drammatica e per tanti versi paradossale. Ed il Favi non è certo un Nobel per la pace ma certe domande da bambino se le fa.
La prima cosa che mi viene in mente è come non riuscire a controllare le coste del mediterraneo per impedire a mercanti del mare senza scrupoli di imbastire questi viaggi della (poca) speranza. Naturale, ogni paese dovrebbe fare il suo dovere.

Ma l’interrogativo centrale non è questo.

I Led Zeppelin continuano a suonare ed il secondo interrogativo del Favi volge l’attenzione verso il tema centrale di questo pensieroso pensiero.
Possibile che di questa situazione non importi niente a nessuno di coloro che dovrebbero e potrebbero fare? Possibile che un abitante di un qualsiasi stato africano o mediorientale in guerra che mette in mano a trafficanti di persone i risparmi di una vita abbia come risultato quello di essere zeppato in un centro di accoglienza se gli va bene e non possa andare in un qualsiasi aeroporto ed acquistare un biglietto per  viaggiare in Italia, Francia, Germania e così via?

Per andare, insomma, a vedere come vive l’uomo civile.

Caro Favi, la risposta te la da Assenzio: “Perché per entrare regolarmente in Unione Europea uno straniero proveniente da certe zone del mondo ha bisogno di un visto ed un visto non è cosa facile da ottenere. Un visto presuppone una chiamata lavorativa (o un ricongiungimento familiare) e con questa, se si entra nella graduatoria flussi e si ottiene il benestare (spesso molto difficile da ottenere) dal proprio paese si può partire per l’U.E. Così però si diventa un immigrato.
Ad uno scafista bastano i soldi e poi sono fatti tuoi. Così però si diventa un clandestino. 
Non si sale su un aereo senza i documenti in regola, ed un aereo atterra in genere in un aeroporto con regolare dogana/frontiera mentre sul barcone sono meno esigenti e se ti portano in un CPT (Centro di Permanenza Temporanea) basta scavalcare la rete…

Perché un visto non te lo danno. Puoi averlo se hai già un lavoro che ti aspetta nell’U.E., se hai parenti stretti (coniuge, genitore se sei minorenne) che ti aspettano là e ti possono mantenere o se hai redditi e denaro tali da dimostrare che sei in viaggio d’affari o di piacere ma non per cercare lavoro.

L’uomo civile, in poche parole, ha alzato le barricate, ma lui era di là dalle barricate.

Quell’uomo che nel frattempo è diventato sempre più civile, talmente civile che non si cura più di tanto se ci sono delle persone che gli muoiono sotto gli occhi ma sempre collegato con il mondo civile per seguire tendenze e non rimare indietro nel tempo. Talmente civile che la strage di disperati diventa troppo spesso solo un titolo sensazionale di un giornale o una notizia da sparare all’inizio di un telegiornale o peggio ancora all’interno di una di quelle arene televisive dove si parla, nell’arco di una quarantina di minuti, di gastronomia e criminalità, di equitazione ed immigrazione come se dall’altra parte, nel pubblico, lo spettatore fosse visto e considerato solo come un grande bidone dell’indifferenziato.

E poi c’è l’astuzia. Quell’astuzia che gioca sempre alla creazione due schieramenti: la mia geniale idea per risolvere problemi contro la tua geniale idea per risolvere problemi che per il bene del civil format crea una divisione insormontabile ma poi il ristorante dove mangiare lo scegliamo insieme.

Ed ecco il terzo interrogativo: come mai a Meleta in una notte di un settembre di fine estate volano questi pensieri? Perché l’uomo civile sta sempre più alimentando l’inciviltà, quella dei pensieri prima e quella dei comportamenti poi.

Favi schierato contro il ritmo sordo ed incessante della modernità.

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Bentornato Fantacalcio. E bentornato al Giorgione FC del Presidente Favi.

Senza titolo-2Oggi 9 settembre, seduto in quel caffè io non pensavo a te. E fantasticavo sulla nostra bella Italia così bistrattata perché non si sa gestire o meglio: perché chi la deve gestire fa tanta tanta fatica e perché chi la vive quotidianamente dovrebbe sempre avere un pensiero di miglioramento continuo del proprio senso e dovere civico.

Nel regno incantato di Meleta, dove il Favi si prodiga nella costruzione di una sorta di Buon Governo, queste giornate settembrine scorrono tranquille ed il sole allieta la vista che dalla Rocca si spinge fino al Mar Tirreno in un’esplosione di colori pastello. Ed è in questo contesto che la popolazione dei Proci si sta preparando ad una delle serate più coinvolgenti di tutto l’anno solare ed anche di quello polare.

Domani sera infatti è stato convocato il Gran Consiglio Procio: nella regale dimora di Fleocifero si incontreranno alcuni tra i giovani Proci più in vista del nostro territorio tra cui il qui scrivente Favi, il Grand Duca Papa, Chapeau, Rondejo Medina Bejo, Sir Carcavello e Jean De La Feccia.
La serata, come detto, è uno di quegli appuntamenti che vengono aspettati con grande bramosia ed impazienza: domani sera infatti avrà luogo l’asta del Fantacalcio valido per la Val Di Merse Championship 2014/15.
Per chi non ne sa niente di questo rituale tribale-calcistico è difficile anche solo immaginare l’adrenalina che farà da scenario all’asta per accaparrarsi i migliori giocatori della Serie A, le migliori nuove proposte, il portiere pararigori oppure l’esterno di difesa dal goal facile.
Ci sarà chi spenderà una fortuna puntando tutto su difesa e centrocampo, chi invece acquisterà solo attaccanti e chi a fine serata non avrà ben chiara la squadra che ha formato con i suoi fantamilioni (gli euro virtuali dell’asta).

Ed è così che per una sera i Proci si trasformeranno in Presidenti: Presidenti delle migliori squadre pronte a darsi battaglia per la conquista dell’ambito scudetto della Val Di Merse.

Solo per dovere di cronaca c’è da segnalare che purtroppo nella Championship della scorsa stagione, vinta da Rondejo Medina Bejo (trionfatore nella classifica a scontri diretti) e da Fleocifero (primo nella classifica a punti e conquistatore della relativa maglia a pois), sono stati innumerevoli i casi di tentata combine delle gare e manipolazione delle stesse. In particolar modo i Nas di Poggio al Gallo, coordinati dalla gendarmeria di Ponte del Saio, stanno indagando su alcuni match e non è escluso che lo scudetto 2013/14 venga revocato.
Medina Bejo e Fleocifero si sono dichiarati innocenti ed hanno più volte dichiarato di non temere l’azione della magistratura della Val Di Merse.

Ma questa è un’altra storia perché domani sera ci sarà spazio solo per penna (o lapis), taccuino, lista giocatori e calcolatrice alla mano insieme all’immancabile rito di iniziazione della vecchioccina che avrà il doveroso spazio all’inizio dell’asta.

Il Favi è sicuro di due cose: la prima è che ne vedremo e ne sentiremo delle belle, la seconda è che come al solito la sua squadra, il Giorgione FC, non vincerà nulla ma farà un gran bel calcio.