Palleggiando al mare con il Favi senza gli ottavi di finale (bah ed ancora bah)

calcio_oldstyle2Sinceramente lo devo confessare: fino a che i Mondiali di Brasile 2014 non saranno terminati io non avrò pace.
Mi piace il calcio emergente del Costa Rica e dell’Algeria ma non poter respirare l’atmosfera del pre, durante e post gara degli azzurri mi rende irrequieto in queste serate estive di Coppa del Mondo.

Ed è per questo che da buon Favi, nel weekend appena trascorso, mi sono regalato una bella giornata di relax al mare. In particolare ho visitato in dolce compagnia le bellezze naturalistiche del Parco della Sterpaia che fa parte del più ampio sistema dei Parchi della Val di Cornia e che si trova nel golfo che da Follonica porta i bagnanti a sconfinare nel livornese nel comune di Piombino. Un oasi di pace con un bel mare, un’ottima pineta per il dopo pranzo e servizi niente male seppur costosissimi a mio parere (parcheggio a tariffe da multipiano situato a La Rascasse ma sorvoliamo…)
L’aria di mare e la succulenta ombra della pineta hanno così sfumato la mia delusione calcistica, resa ancora più lontana dagli splendidi mojiti trangugiati nell’ora (o meglio nelle ore) dell’aperitivo.

E qui casca l’asino. Durante l’aperitivo gustato in un locale del lungomare la tv del locale stesso è sintonizzata sul primo ottavo di finale di Brasile 2014. I padroni di casa del Brasile sfidano il Cile e la formazione andina mette alle corde i verdeoro: dopo una clamorosa traversa colpita dal cileno-cagliaritano Pinilla si va ai rigori. Pian piano molti avventori del locale lasciano le comode postazioni aperitiveggianti e si spostano all’interno per assistere alla lotteria dei calci di rigore. Poco prima dell’inizio dei penalty il locale è inaccessibile dall’esterno perché i tifosi si sistemano anche sulla porta d’ingresso rendendo difficoltoso il passaggio di spaghetti all’astice e fritture di paranza.
Il primo pensiero che mi balza alla testa è “che sport fantastico è questo!” mentre il secondo è “xxxxx xxxxxx noi dobbiamo aspettare altri quattro anni prima di rivivere questi momenti!”.
Come la maggior parte del pubblico presente anche io spero nella vittoria del piccolo Cile contro i pentacampeon ma Julio Cesar è in serata strepitosa ed il piccolo grande Neymar è freddissimo dal dischetto. Onore al Cile (giustamente festeggiato in pompa magna al rientro in patria) e festa brasiliana al Mineirão di Belo Horizonte ed in tutta la nazione brasileira.

Dopo Brasile-Cile è la volta della Colombia che fa un sol boccone dell’Uruguay privo del simpatico addentatore Suarez mentre ieri l’Olanda ha tenuto a galla l’Europa calcistica sconfiggendo in extremis il Messico (Robben è si fenomeno ma anche un po’ furbetto…). Nel dopo cena in programma un gustoso ed inedito mach tra Costa Rica e Grecia. La romanticità calcistica della Grecia è enorme e gli Ellenici riagguantano la gara al 91′ costringendo i Costaricani, passati in vantaggio con un chirurgico Ruiz, ai rigori. Alla fine sorride il Costa Rica ed io maledico il temporale che ieri sera si è abbattuto su Meleta e mi ha impedito di vedere gli ultimi venti minuti regolamentari, supplementari e rigori!

Tra pochi minuti in campo Francia-Nigeria ed a seguire  Germania-Algeria: pronostici in favore delle formazioni europee ma il Mondiale è bello perché è vario e mai scontato.

Ed anche se guardarlo non è come viverlo con la propria nazionale il Favi non si perde d’animo perché alla fine “ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada lì ricomincia la storia del calcio” (Jorge Luis Borges).

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Italia fuori dal Mondiale: meno male che ci sono la Grecia e Casiraghi (che ha un appartamento a Meleta)

ITALY V BULGARIAStento ancora a crederci ma finisce qua (o meglio è finita ieri sera intorno alle ore 20) l’avventura azzurra ai Mondiali di Brasile 2014. Una spedizione partita con i migliori propositi ma che alla fine ha delineato in italica maniera il groviera di personalità all’interno di un gruppo che probabilmente squadra non è mai stato se non per brevi momenti.
La prima gara di questa Coppa del Mondo mi e ci aveva fatto ben sperare visto che avevamo vinto la nostra partita d’esordio, chi doveva segnare aveva segnato e chi doveva correre correva per lo meno alla stessa velocità ed intensità dei nostri avversari inglesi. Poi arrivò il Costarica che zitto zitto aveva già sconfitto l’Uruguay ed inguaia anche gli azzurri in una gara dove l’Italia è stata brillante per poco più di dieci minuti creando due nitide palle goal non sfruttate a dovere: ma alla fine l’1-0 dei costaricani ci poteva stare. Sulla nostra strada si è poi presentata ieri la Celeste, formazione di media forza come del resto noi ma con un reparto offensivo di tutto rispetto anche se mordace.
E qui mi fermo perché sarebbe troppo facile puntare il dito contro uno, due, tre o quattro singoli giocatori o contro l’allenatore sempre più vittima sacrificale nel calcio moderno. E non è nemmeno corretto sparlare dell’arbitro visto che il tipo messicano è stato sì poca roba ma se realizzi due reti in tre gare in una manifestazione come il Mondiale credo che sia giusto fare le valigie e rientrare mogi mogi a casa.

Ieri sera, dopo aver smaltito la sportiva delusione (non tanto per la sconfitta ma per il fatto che le notti mondiali azzurre sono finite con largo anticipo rispetto ai miei desideri) mi metto a fare zapping in tv prima di guardare i secondi tempi delle due gare conclusive del Girone C ed ascolto mille e mille valutazioni e commenti sulla spedizione italiana nello stato di Copacabana.
In particolare mi imbatto su un’analisi che sposa in pieno il mio pensiero: il calcio in Italia (chiaro, anche in altri paesi) è ormai una giungla di interessi economici dove l’ente che dovrebbe tutelare e salvaguardare il calcio del Bel Paese è ricattato o scende a patti con i grandi club che fanno il bello ed il cattivo tempo. Le società della massima serie dovrebbero essere obbligate (sì, obbligate) a destinare una buona parte dei loro investimenti nei settori giovanili. Dovrebbe inoltre essere messo un tetto massimo agli stranieri che si possono schierare in campo e nelle rose per far sì che le formazioni italiani siano effettivamente formate in larga parte da giocatori italiani. Questo permette per prima cosa a tutti i tifosi di riscoprire lo spirito territoriale del calcio ed in secondo luogo consente di avere un ventaglio di scelte più ampio e quindi la possibilità di chiamare a vestire i colori della nazionale i migliori giocatori. Ma soprattutto i migliori uomini.

Tornando al calcio giocato sempre ieri notte mi sono gustato tutto il secondo tempo di Costa d’Avorio vs Grecia: due squadre che si sono equivalse per tutta la gara, un po’ come noi e l’Uruguay a mio giudizio. Ecco, la Grecia passa in vantaggio, colpisce tre pali ma a dieci minuti dal fischio finale Gervinho fa il Gervihno e serve a Bony l’assist per l’1-1: africani col passaggio del turno in tasca e Grecia ad un passo dall’eliminazione e stremata dalla fatica. Gli Ellenici si riversano stoicamente in avanti lasciando ampi spazi ai contropiedi ivoriani che padellano una grande occasione quasi al novantesimo. Entriamo nei minuti di recupero e la Grecia fa il miracolo: azione insistita sulla sinistra di Holebas (mi pare), cross basso in mezzo all’area e grossolano fallo di Soi su Samaras che stava per scoccare il tiro verso la porta africana. Rigore e lo stesso Samaras porta una nazione intera agli ottavi di finale.

Una sola parola: emozionante. Emozionante come ti può emozionare un gruppo di uomini che forma una vera squadra, magari con tante lacune tecnico/tattiche ma con un grande cuore (lo stesso cuore messo dal gruppo degli Azzurri nel Mondiale 2006 in Germania per capirci).

Ripongo bandiera tricolore e trombetta nel mio rifugio di Meleta, mi addormento sognando le acrobazie (e le testate) di Casiraghi e tutto mi sembra più bello.

Quando Babau andò in goal con una stupenda rovesciata (e gli Ultras di Meleta fecero invasione di campo)

Fiat_spot_Pizzul_TapattoniSarà la stanchezza dovuta al post concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo (meraviglioso) oppure il ritorno di una temperatura estiva all’altezza della situazione: fatto sta che proprio in queste ore mi sono ricordato di un evento che avevo quasi rimosso dalla mia mente.

Correva l’anno 1992, la Danimarca diventa campione d’Europa ed i giocatori di Serie A non hanno ancora i nomi dietro la maglia. A Meleta si disputò in quell’estate il Torneo Giovanile dell’Alta Val di Merse e tanti ragazzi accorsero negli spazi verdi della zona per conquistare l’ambito trofeo messo in palio dal Favi.

Babau era un giocatore molto tecnico e faceva parte della squadra gialloblu della Rocca du Futbol. Nelle prime gare della manifestazione il talentuoso ragazzo alternava ottime giocate a baggianate di altrettanto ottimo livello: e come è normale che sia per il genio e la sregolatezza, anche il pubblico della Meleta bene e gli addetti ai lavori si dividevano tra chi lo osannava e chi invece lo detestava. In una gara fondamentale per la sua squadra non ne azzeccò neanche una ma nei minuti finali, quando le formazioni erano ferme sul risultato di 1-1, il giovane Babau ricevette un cross dalla destra, guardò con gli occhi il cielo e decise la gara con una splendida rovesciata che fece impazzire la platea. Dopo il fischio finale gli Ultras della zona invasero il campo portando in trionfo uno stordito Babau.

Tra un paio d’ore gli Azzurri di Prandelli affronteranno l’Uruguay per una gara da dentro o fuori ed il tam tam sulla formazione dell’Italia che scenderà in campo è roboante da diversi giorni. Giocheranno due punte? Si opterà per un modulo con sei o sette centrocampisti oppure in porta andranno due portieri? Tanti gli interrogativi sulla formazioni italiana anti-Uruguay che alle nostre ore 18 calcherà il terreno dell’Arena das Dunas di Natal.

Chissà se anche Babau guarderà la gara di oggi pomeriggio, magari sorseggiando un Mojito e pensando fermamente dal primo al novantacinquesimo minuto che gli Azzurri ce la metteranno tutta per superare questo temibile primo turno della World Cup…

Forza Azzurri!!!

 

No c’è trip for cats (ma a Meleta ci crediamo)

1111Quando l’Italia perde una gara importante (Mondiale o Europeo che sia) avverto sempre un non so che: diciamo che provo una sensazione di smarrimento. Principalmente perchè credo perennemente che gli Azzurri siano i più forti di tutti ed anche perchè le serate mondiali a vedere l’Italia tutti insieme nei bar, nelle piazze, nelle Capannine, a Meleta ecc. mi danno un piacere sempre nuovo e meraviglioso.

La Costa Rica ieri pomeriggio ha senza dubbio meritato più dell’Italia e ad oggi è prima nel Gruppo D con la qualificazione agli ottavi già in tasca: io pensavo che i costaricani fossero la vittima sacrificale di un girone di ferro formato da Italia, Uruguay ed Inghilterra ed invece già dopo la prima gara contro la Celeste (battuta per 3-1 con un super Campbell in avanti) mi hanno impressionato per l’atteggiamento che mettono sul rettangolo di gioco. Ok, non saranno dei mostri di tecnica, ma spesso il sentimento nazionale di rappresentare il tuo paese in una competizione sportiva ti solleva lo spirito, le gambe ed il fiato in maniera illuminata.

E poi ci siamo noi: noi che siamo abituati alle luci della ribalta calcistica e che non ci aspettiamo mai che una gara contro una Cenerentola possa anche andare male come quella di ieri, io per primo. Ma ieri è andata parecchio male:  il presagio è arrivato verso le ore 17 del pomeriggio quando, durante le pulizie di casa il Favi ha sbattuto violentemente la testa contro lo spigolo di una porta per poi arrivare intorno alle 18.25 quando il Marione là in avanti ha padellato un goal per lui facile facile. Ma diciamo la verità,  il primo tempo è stato tutto sommato blando e nonostante lo svantaggio non avevamo demeritato di fronte ai centroamericani (ok siamo l’Italia ma ogni partita ha la sua storia e che diamine!). Infatti parlando tra tifosi a fine primo tempo davanti ad una birra ed un prosecco eravamo tutti d’accordo che nel secondo tempo avremo recuperato la partita e magari l’avremo anche ribaltata. Invece gli Azzurri nel secondo tempo sono andati in cianfanelle: sarà stato il caldo (che comprendo perchè anche il Favi quando gioca nel bagnoasciuga al mare dopo una mezz’oretta è più che soddisfatto), sarà stato il nostro ct che della seconda punta per far compagnia a BalOtello proprio non ne vuole sapere o sarà perchè, come dice Elio, “l’hanno deciso i ricchioni” (cit. La follia della donna).

Fatto sta che come era prevedibile le testate (non quelle fisiche) giornalistiche sportive e non hanno parlato di disastro, flop, tragedia e terremoto, ir di dio e così via e nei social network l’italianità da bar sport si è scatenata in maniera schietta, irriverente e decisa. D’altronde siamo un popolo di navigatori, santi, poeti ed allenatori non per caso!

Ma bando alle ciance: qui ragazzi non si scherza e martedì contro l’Uruguay c’è bisogno di passare il turno per continuare a sognare e vivere le meravigliose notti (e pomeriggi) mondiali. E allora ricarichiamo le pile mentali e prepariamoci a sventolare bandiere tricolori perchè tra quattro giorni risaremo tutti di nuovo in campo per novanta minuti stracarichi di emozioni…a Meleta è già tutto pronto e cari Azzurri vi mando un messaggio: il Favi ci crede, Favi believe in you!

Le Furie Rosse tornano in Spagna passando per Meleta

1Premetto di credere veramente che non sia bello godere delle sventure sportive altrui. E premetto anche di essere un amante del bel calcio. Ma è successo un qualcosa di strano nella mia testa subito dopo il fischio finale della gara Mondiale di ieri sera che ha visto il Chile sconfiggere per 2-0 i campioni in carica della Espana. In quel preciso momento il mio cervello ha messo a fuoco in maniera nitidissima un avvenimento sportivo del recente passato: la famosa furbata di Sergio Busquets. Il centrocampista del Barca nella semifinale di ritorno della Coppa Campioni 2009/2010 simulò clamorosamente un fallo dell’allora interista Thiago Motta costringendo i nerazzurri a giocare gran parte della gara in inferiorità numerica (poi fu una grande impresa al Camp Nou antipasto del Triplete mourignano nonostante il Sergio malandrino…).

Beh, l’Italia è stata letteralmente asfaltata nella finale dell’Europeo 2012 dalla Spagna e quindi magari avevo un pò il dente avvelenato dopo quella gara. Ma pensandoci bene non è così: la faccia del Sergio che dopo aver simulato un fallo da terra apre gli occhi per vedere se l’arbitro ha espulso Thiago Motta mi mandò il sangre al cervello allora e ieri ho consumato la mia personale vendetta (sportiva chiaramente, ma anche e soprattutto etica): ed è per questo che non mi vergogno assolutamente a dire che sono molto soddisfatto del cammino delle furie rosse in questo Brasile 2014. Questo da una parte mi spaventa perchè nella mia Meleta ho sempre praticato e diffuso le migliori best practices possibili per alimentare la filosofia del bel calcio e magari anche del tiki taka: ma quello di Orbetello dove ad un certo punto la fitta (e pallosa) rete di passaggi rasoterra propria del tiki taka può anche sfociare in un lancio lungo per il centravanti/torre tipico del calcio britannico degli anni ’80 e ’90 (quando gli inglesi non ci mettevano le mani nei match con le squadre di club italiche).

Che dire, peccato aver perso una delle nazionali più blasonate in questa prima fase eliminatoria ma la Spagna, más que un club, in questa World Cup mi è sembrata la somma di tanti giocatori senza più l’anima combattiva, determinata e vincente che avevano portato le furie rosse in cima all’olimpo del calcio moderno.

Pazienza, mi consolano solo due cose oggi: la prima è che il Chievo ha riscattato il cartellino di Paloschi e la seconda è che nonostante tutto questo io a Meleta continuerò a praticare il tiki taka alla maremmana: poca corsa e tanta fantasia.

Da Meleta all’Arena Pantanal di Cuiabá

Russia press conferenceLa strada sembra molto lunga e migliaia di chilometri dividono Meleta dalla Coppa del Mondo 2014 che si gioca in queste settimane nello splendido e contrastante Brasile.
Le gare si susseguono a ritmo serrato e tra sorprese, conferme e goduriosi momenti azzurri in goal non sembra esserci molta differenza tra la mia Meleta ed il Brasile.
E’ questo il primo mondiale 2.0, è questa la prima social world cup ed è veramente un’impresa non essere aggiornati secondo dopo secondo sui risultati delle partite del mundial.
Mi domando se tutto questo flusso di informazioni questo faccia bene al nostro cervello, al nostro fisico ed a quello che per mia opinione è lo sport più bello e controverso del mondo.

La mattina mi sveglio come sempre a Meleta e sul mio smartphone controllo gli appuntamenti calcistici della giornata. Alle ore 18 vedo che la simpatica Algeria sfida il talentuoso Belgio mentre alle 21 sulla Rai c’è un robusto Brasile vs Messico. E come non strizzare l’occhio anche al match della mezzanotte tra la Russia di Capello e la sempre temibile Corea del Sud. Bah, io me le guardo tutte e tre ma nel frattempo mi ricordo anche che devo andare a lavoro!

Arrivo in ufficio ma la mente è ormai da una settimana in “stand by Mondiale” e quindi sbrigo velocemente gli affari giornalieri e nel pomeriggio mi rimetto in macchina per raggiungere Meleta ed il divano Mondiale.
Nella bagarre giornaliera non mi accorgo che alle 18.15 sono ancora per strada e quindi è inevitabile il collegamento con Radio Rai per seguire Belgio vs Algeria (intramezzato anche dal sempre ottimo commento della Gialappa’s su Rtl 102.5). La gara è discreta e gli algerini acquisiscono minuto dopo minuto la consapevolezza di poter perdere con il minimo scarto. Arrivato a casa accendo il mio tablet e grazie a SkyGo me gusto tutto il secondo tempo e la rimonta del Belgio firmata da Fellaini e Mertens: è sempre bello vedere il maiale da cambattimento (cit.) Wilmots esultare!
Inevitabile un tweet @SkySport dopo la rete di testa di Fellaini con tanto di ashtag #BelgioAlgeria…sennò di che sa il mondiale se non interagisci???

Giusto il tempo di una bella cena con la mia signorina ed è già tempo di Brasile vs Messico. La Rai da in diretta la gara ma il vero problema è che Mediaset mette in onda Orgoglio e Pregiudizio (tra l’altro film discreto a mio modestissimo parere).
La televisione è una sola e quindi il Favi di Meleta ripiega nuovamente sul suo tablet e SkyGo. Porca impestata SkyGo la sera fa le bizze ma questo non mi impedisce di gustare una gran bella partita con il mio tifo che va in maniera molto incondizionata a favore dei messicani (sarà perchè la nostra e la loro bandiera nazionale sono molto simili…)
Verso le 23 la gara è finita o Neymar ha sbattuto diverse volte contro Ochoa per uno 0-0 molto divertente…ma la fame di calcio non è però sazia: e che chezz alla mezzanotte c’è Russia contro Corea del Sud!
Quando entro dentro le coperte mi assopisco pensando di vedere il match ma il mio fisico rigetta improvvisamente ed inaspettatamente l’idea e mi addormento bene bene.

Non ho visto Russia vs Corea del Sud e non so manco quanto è finita (a dire il vero ora lo so)…e quando la mattina mi sveglio sono proprio contento di non sapere come è andata a finire la gara!

Sorry Mister Capello but Favi di Meleta is antisocial in the Mundial traffic jam.