Incredibile a Meleta: tutte le forza politiche sono d’accordo, il Favi e la Dea annunciano il loro matrimonio (civile, sia chiaro).

dea

Oggi 23 febbraio seduto in quel caffè io non pensavo a te.

Mattina fresca in quel di Meleta, la neve ha imbiancato tutta la zona di competenza del Favi anche se la dolce collina che dirada verso la Maremma fa presagire ad una splendida e spensierata primavera.

E’ un periodo di riflessioni sociali, politiche e culturali per il Favi che guarda con sospetto alle elezioni politiche del 4 marzo.

E visto che anche “Baggio non gioca più” come dice anche il buon Cesare nella sua Marmellata#25, Meleta si trova un po’ spiazzata visto che ieri sera, in uno storico giovedì di Europa League, la Dea ha dovuto abbandonare la vecchia Coppa Uefa per mano dell’esperta formazione tedesca del Borussia Dortmund.

La Dea, l’Atalanta per tradurre dal magico alla classifica del televideo, è la squadra, l’anima della città di Bergamo. Una città bellissima, gente tagliata grossa, gente di cuore e di sudore.

La favola europea della Dea inizia durante questa fine estate, un po’ come il solstizio, dopo che la squadra di Mister Gasperini aveva conquistato la partecipazione a questa coppa con un brillante campionato 2016/2017.

I giocatori neroazzurri hanno schiantato squadre più o meno blasonate nella fase a gironi per poi scontrarsi andata e ritorno contro il Borussia Dortmund, gloriosa squadra tedesca che porta con sé successi nazionali, internazionali e mondiali.

Il Favi è da sempre simpatizzante della Dea, vuoi perché è sempre stata una squadra ricca di giocatori estrosi e di classe passando da Strömberg a Doni fino all’attuale stella argentina Papu Gomez.

Perché l’Atalanta è una bella società, fiore all’occhiello del calcio italiano: ha un ottimo settore giovanile, è una società economicamente e finanziariamente sana, un’azienda virtuosa e sa cosa significa essere espressione di una comunità, di una città.

Probabilmente l’ho amata da sempre e sicuramente da quando il Presidente Percassi si inventò quell’idea di portare ad ogni nato negli ospedali di Bergamo e provincia la maglia dell’Atalanta.

Una squadra, una società, una comunità ed una città che vivono di calcio. Di quello vero, dove anche gli ultras sono veramente un valore aggiunto. Magari si menano e cercano gli scontri come da loro mentalità ma sono portatori di valori veri, sinceri ed autentici, in primis l’appartenenza.

Insomma, merce rara.

La Dea è uscita dalla Coppa Uefa, la favola si è conclusa ma suo il ricordo strappa un sorriso e tante emozioni alla gente di Meleta. Grazie Gasp, grazie Atalanta.

E non finisce qui perché il volo pindarico del Favi collega in maniera stretta la favola della Dea alle prossime e fortunatamente adesso vicine elezioni politiche 2018.

Non scriverò qui nessun commento di destra, di sinistra, di centro o di nord, sud, ovest ed est.

Perché tutto quello che scorre sui giornali, nelle radio, in tv e nei famigerati social non rappresenta quello che è la valenza della parola politica.

Politica è pensare al bene del prossimo, politica è organizzare lo stato al meglio per il bene delle persone più in difficoltà, politica è godere del bene del prossimo.

Roba che probabilmente io non ho manco mai né visto né assaporato.

Sento parlare di neofascismo, di comunismo, di antagonisti, di razzismo, di immigrazione e di tanti altri temi che giorno dopo giorno vengono puntualmente portati all’esasperazione per accaparrarsi un voto in più e per non far pensare a come veramente governare in maniera illuminata la nostra meravigliosa e stanca Italia.

Tambureggianti slogan, massacranti e continui video, maree di promesse che mirano solamente a creare una grandissima confusione in un paese nel quale i nostri futuri governanti pensano tanto alla forma e molto poco, troppo poco alla sostanza.

Spesso irradio a manetta i video di Cetto La Qualunque e mi impressiona quanto siano stupefacenti ed al tempo stesso profetici.

Ho bisogno di prendere una boccata d’aria.

Mi dirigo verso la veranda della meletiana dimora, respiro a pieni polmoni sorseggiando un giovane Montecucco 2016 dell’azienda Le Querciolaie di Montenero d’Orcia che si merita un bel sei e mezzo per la piacevolezza del residuo papillo-gustativo.

Ed è qui che magicamente si incontrano la Dea ed il nostro Bel Paese.

La Dea è una sintesi dei veri valori che uno sport malato come il calcio riesce ancora a trasmettere.

Il nostro Bel Paese si trova davanti ad un nuovo (ma vecchio nella sostanza) bivio di organizzazione e gestione politica.

Si scontrano quindi il bene ed il male, il bene silenzioso che lavora, suda e si impegna tutti i giorni ed il male che vive di slogan, di fango da sparare, di mediocrità a basso costo.

Sinceramente non ho idea di come andranno le elezioni e la cosa che mi dispiace maggiormente è che nel mio profondo ho la piena consapevolezza che non me ne frega proprio nulla.

Andrò a votare, quello sì perché anche il Favi ha diritto a dire la sua in questa pochezza culturale.

Non faccio propaganda, non sono migliore di nessuno ma una cosa è certa: il Favi sposerà la Dea.

Say Favi, Stay Meleta: Dea dreamin’ every day & every night.

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