La confusione del noi contro loro ovvero gli estremi che non si attraggono.

untitledIl Favi torna a calcare la verdeggiante e ricca terra di Meleta, terra da sempre di mezzo (o nel mezzo): da una parte il sinuoso ondeggiare delle colline di questa parte inesplorata di Toscana mentre dall’altro versante la dolce discesa verso il mare e la terra di Maremma.

L’inizio di questo nuovo anno ha portato con sé una serie di eventi che hanno scosso il territorio di Meleta: da un pò di tempo il Favi ne voleva parlare ma spesso e volentieri (come diceva una professoressa del Favi ai tempi delle scuole superiori) è meglio contare fino a dieci prima di aprire bocca. O di riflettere per bene prima di scrivere pensieri che si rincorrono e sono talvolta difficili da mettere in ordine.

Ma partiamo dai fatti di cronaca che vi dicevo prima.

Il 7 gennaio 2015, in una tranquilla mattinata parigina, un commando di due uomini armati con fucili d’assalto kalashnikov ha attaccato la sede del giornale satirico Charlie Hebdo durante la riunione settimanale di redazione. Dodici i morti causati da questo gesto vile ed inumano. La colpa di questo giornale e della sua redazione è stata quella di prendere in giro (mi pare ovvio, è un giornale satirico) il mondo islamico con delle vignette. Semplici vignette satiriche ma anche ricche di significati per le persone normali, vignette denigratorie ed offensive per parte del mondo legato alla religione islamica, quella parte integralista e fondamentalista.

Siamo invece alla scorsa settimana quando le due cooperanti italiane Greta e Vanessa, rapite in Siria, vengono rilasciate dai loro rapitori e possono così riabbracciare i loro cari in Italia.

Questi due fatti di cronaca, collegati tra di loro per la vicina temporaneità e per le dinamiche legate alla guerra tra religioni ed interessi economici, hanno spaventato il Favi.

Ma non solo gli avvenimenti di per sé mi hanno spaventato: mi hanno spaventato gli estremi della nostra società post industriale.

Due gruppi, due filosofie di pensiero, due partiti, due modi di vivere, due anime che si urlano contro, due persone che si scannano in nome del “ho ragione io”.

Il vile attacco terroristico a Charlie Hebdo ha impaurito il mondo: inspiegabile ed agghiacciante morire per aver disegnato delle vignette eppure c’è una buona parte di persone che avrebbero preferito che il giornale la smettesse di prendere in giro il mondo musulmano per non creare inutili tensioni. Cosa pur vera visto che il lavoro di questo giornale ha scatenato vere e proprie rappresaglie nei confronti di popolazioni di religione cristiana in diverse parti del mondo.

Ma certo è che la libertà di pensiero e di parola non ce la può e non ce la deve togliere nessuno. Non scherziamo.

Greta e Vanessa hanno visto un bel mondo in Siria e fortunatamente sono riuscite a tornare a casa.
Sono partite con troppa sufficienza per una delle zone più calde del nostro pianeta?
Erano veramente delle cooperanti oppure no?
E mille e mille altre domande e dubbi dati in pasto alla pubblica opinione, con giornali che le difendono ed altri che indagano per scoprire non so cosa ed altri ancora che le condannano per la loro esperienza fatta a spese degli italiani.

C’è un po’ di tutto in questi giorni: basta leggere e curiosare nella rete per rendersene conto.

Stiamo vivendo senza dubbio un’età difficile: i valori del rispetto, della reciproca e pacifica convivenza e del vivere per migliorare un po’ questo mondo stanno facendo spazio alla paura, all’alzare delle barricate intorno al proprio orticello, all’intolleranza nei confronti di questa o quella popolazione, di questa o quella religione.

Troppi i messaggi di paura che ora dopo ora ci vengono consegnati.

Giornalmente nei social network la società si spacca in due: due entità si contendono la verità a suon di immagini e parole urlate e questo non fa altro che alimentare il blocco NOI CONTRO VOI e VOI CONTRO NOI.

Non so come ma so che ci dobbiamo dare una calmata, dobbiamo frenare gli impulsi estremi e ragionare, pensare: in questo momento storico le divisioni sono quanto di peggio ci possa accadere.

Io non ho certo nessuna soluzione, questi liberi pensieri dalla terra di Meleta vogliono solo far riflettere. E far pensare che il mondo siamo e ce lo facciamo noi, con le nostre mani e con le nostre teste.

Ed il Favi riparte così da Meleta con il suo spirito di rispetto nei confronti di chi non la pensa come lui, di chi prega un’altra religione, di chi è diverso da lui: perché è proprio la diversità che crea ricchezza, che crea un futuro.

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