Paese in festa e Favi direttore artistico de Il Portino (con delega ai lavori pubblici)

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Quanta bellezza ci regala la nostra terra italica!
Ed in particolare quel lembo di terra che si desta dall’Alta Maremma di Meleta fino a volgere il suo sguardo verso le colline metallifere: terra amabile ed unica come solo il cuore della Toscana sa regalare a chi qui abita, qui turisteggia o solamente trascorre un attimo di vita prima di raggiungere la meta finale del proprio viaggio.

Qualche sera fa mi sono mosso da Meleta (con grande fatica derivata dal post ferragosto party) insieme ad un mio fido compagno di avventure musicali ed insieme, baldanzosi ma educati, ci siamo diretti nella splendida Massa Marittima per assistere ad un live dei romani Velodrama (band che tra l’altro suona e propone un bel rock d’autore molto molto piacevole). Ma prima del live la nostra attenzione è stata calamitata da un’artista di strada che ha tenuto banco per una buona mezz’ora con numeri da equilibrista e con tanta sana ironia.

Artisti di strada e feste di strada: un po’ come quella che si è svolta per Ferragosto nel ridente paese metallifero di Chiusdino, una Notte Bianca a cavallo tra le province di Siena e Grosseto.

Ed il Favi non poteva certo stare solamente a guardare.

Durante la mattinata che ha preceduto la Notte Bianca di Chiusdino, il Favi è stato infatti insignito della carica di Direttore Artistico de Il Portino che è il quartiere più antico del paese, il cuore del paese.

La festa si è svolta infatti in tutto il piccolo villaggio con grande partecipazione di pubblico: nella giornata c’è stato un po’ di tutto come da capitolato Notte Bianca. Dai giochi per i bambini alle degustazioni di prodotti tipici, da mostre e banchetti fino alla musica assolutamente e rigorosamente live.

Non posso non essere campanilista in un’occasione come questa.

E’ meraviglioso vedere un piccolo paese in festa, con fiumi (magari esagero ma ci sta bene…) di persone che scendono e risalgono le vie del centro storico, che mangiano nella piazza centrale e nei giardini del paese e che si divertono con amici, famiglia e bambini in attesa dei fuochi d’artificio della mezzanotte.
E’ vero, ad un certo punto della giornata, vuoi il caldo e la naturale ebbrezza della giornata hanno reso i vicoli del paese degni delle curve di Spa Francorchamps (ed i piloti erano più simili ai piloti di Go Kart del weekend che a quelli di Formula1…), ma nel profondo del mio cuore di innamorato di questa terra natìa è una meraviglia quando un Tuo luogo diventa, anche solo per un giorno, un piccolo centro pulsante di questo mondo.

Mille di questi giorni mio caro villaggio che tanto chiedi ma che anche tanto sei pronto a regalare. Ed a Meleta ci scappò la lacrimuccia.

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La Sapienza di Roma apre le porte al Favi che commenta: “Giusto così”.

alleE’ con grande soddisfazione che scrivo queste righe per autocelebrarmi.
Agli inizi di settembre infatti io Favi avrò il piacere e l’onore di tenere un piccolo intervento filosofico presso l’Università de La Sapienza a Roma. All’interno della presentazione del corso di studi in Analisi e Gestione del Grottesco Moderno farò da testimonial portando in aula le mie esperienze, i miei vizi e le mie virtù e spiegando ai futuri studenti universitari come si sta, come si vive e come ci atteggiamo a Meleta. E questo non può che rendermi felice visto che anche i palazzi più dotti e colti d’Italia si sono accorti del grande lavoro etico, comportamentale e sociologico svolto dal Favi in questi ultimi tempi.
Questo invito mi è arrivato non più tardi di ieri l’altro perchè La Sapienza aveva bisogno di puntare su una faccia nuova dopo il gran polverone mediatico scatenato dall’invito del comandante Schettino che ha partecipato in veste di esperto ad un seminario dal titolo “Dalla scena del crimine al profiling” organizzato nell’ambito del Master in Scienze criminologiche e psicopatologico-forensi della facoltà di Medicina dell’università romana (in particolare non è stata una Lectio magistralis -Lezione del maestro-, ma un breve intervento «tecnico» per spiegare, dal suo punto di vista, cosa è accaduto nella notte del naufragio e sulla gestione di quei momenti di panico).

Bah. Doppio bah.

Che dire, non entro qui nel merito della totale mancanza di qualsiasi tipo di sensibilità nei confronti delle vittime della Concordia e non voglio nemmeno commentare la ganzata promozionale di quel docente che ha invitato il tipo in un aula universitaria: ma la cosa che più mi è sembrata sbalorditiva (e ringrazio di questo spunto il blogger Cassisa) è che gli studenti presenti non abbiamo tirato a Schettino nessun libro di costola, che non abbiano abbandonato l’aula mentre egli parlava e cose del genere.
Il Favi di Meleta non è un super eroe ma quando frequentava l’università, se fosse stato presente a questo seminario, avrebbe agito diversamente. O comunque avrebbe agito.
Una Università non può far insegnare la gestione del panico ad un tizio che attualmente è rinviato a giudizio al Tribunale di Grosseto per il grave disastro della Costa Concordia nel quale sono decedute 32 persone. Ed il professore che ha ideato sta’ roba ha sicuramente una bella botta al naturale.
Ma questo piccolo caso di cronaca vergognosa non è niente altro che lo sviluppo della spettacolarizzazione di ogni attimo della vita moderna: siamo circondati dal sensazionalismo, la normalità è ormai cosa rara e mai enfatizzata.

E se un disgraziato come Schettino è andato a fare una lezione in un’aula universitaria, il Favi si merita una cattedra (e come lui tanti altri).
Meleta, feudo di normalità, è pronto a dare battaglia.