Germania uber alles: tedeschi campioni del mondo e Favi vero numero 10 moderno

untitledGermania uber alles: si conclude così la Coppa del Mondo di Brasile 2014. Una stupenda rete di Mario Gotze al 113′ porta i tedeschi in cima all’olimpo calcistico per la quarta volta nella loro storia al termine di una gara intensa e ricca di occasioni da goal.

Il Favi era schierato sulla sponda dell’albiceleste perché è più bello quando a vincere è la squadra che non gode dei favori del pronostico: e l’Argentina ha disputato una gran bella gara tutta cuore e grinta ma si è mangiata troppe reti con i vari Higuain, Palacio & co. Peccato davvero per i sudamericani e complimenti alla Germania che con questa vittoria raggiunge l’Italia a quattro titoli mondiali.

Che dire, questo Mondiale è stato a mio parere molto divertente (a parte le due semifinali) e mi mancheranno i colori degli stadi brasiliani addobbati a festa ed il tripudio di tifosi rappresentanti le squadre di tutti i continenti del mondo. Così come mi mancheranno le serata in compagnia passate nel rifugio mondiale di Meleta ed in altri luoghi a Meleta gemellati.

Ma c’è una cosa che proprio non riesco a digerire e che mal sopporto: tutta la stampa mondiale e gli addetti ai lavori attendevano con una certa bramosia l’esito della finale di ieri sera per suggellare la Pulce Messi come il nuovo Maradona o come l’eterno numero due argentino proprio dietro al Pibe De Oro. Risultato, Argentina sconfitta e Messi sulla gogna mediatica per non essere riuscito a trascinare l’albiceleste alla vittoria finale. Ma dai!!!
E’ vero, i salotti sportivi fanno parte del mondo del calcio e lo alimentano e nella buona o nella cattiva sorte giornalisti, opinionisti e commentatori sportivi possono fare le fortune di un giocatore o segnare in negativo prestazioni e parole dette a caldo da parte di chi ha corso per 90′ o 120′ minuti.
Messi non è Maradona e non lo sarà mai nemmeno se avesse vinto ieri sera: stiamo parlando di personaggi e personalità completamente differenti e di un calcio che oggi è lontano parente di quello degli anni ’80 e ’90. Maradona era fenomeno in campo e fuori dal campo mentre Messi è uno splendido giocatore ma non un trascinatore come poteva esserlo Dieguito. E questo, secondo il mio modesto parere, era chiaro prima del Mondiale e lo è anche dopo indipendentemente dal risultato finale.
Ed ampliando il ragionamento ma al tempo stesso delimitandolo dentro i nostri perimetri nazionali, Balotelli è sì un buon giocatore ma non ha niente di paragonabile ad un Totti o ad un Del Piero o anche semplicemente ad un Luca Toni o Alberto Gilardino, giocatori per la squadra.
Commenti e digressioni tipo “quel giocatore non ha dato tutto” oppure“quel giocatore non è un vincente” sono secondo me chiacchiere da bar e non dovrebbero trovare spazio in tv e sui giornali perché una squadra vince una grande competizione solo se è squadra e se chi deve gestire i giocatori sa il fatto suo (p.s. complimenti ai Della Valle per le schiette considerazioni su Prandelli).
Scusate il tono polemico ma è sempre più difficile guardare una gara in tv e non sentire commenti su cose che con il calcio giocato hanno poco se non pochissimo a che fare…quanto mi manca la classe di Bruno Pizzul!!!

Tornando ad essere più leggeri il Favi ha riflettuto molto sulle dinamiche calcistiche che hanno invaso la sua mente in questo mese e mezzo di Mundial ed ha stilato le 10 (numero non casuale) cose più belle e quelle più brutte (queste sì, in ordine volutamente casuale) di questa World Cup sudamericana.

Brasile 2014, Favi top ten:
1 – l’acrobazia mondiale di Mario Gotze nella finalissima;
2 – il diluvio che ha colpito La Capannina durante la semifinale tra Olanda ed Argentina;
3 – l’estasi provocata dal primo e dal secondo (e ultimo) goal dell’Italia ai Mondiali;
4 – la romantica generosità della Grecia e l’impavido Costa Rica;
5 – la nascita del blog “Il Favi di Meleta”;
6 – l’atmosfera di festa che si respira ogni sera Mundial;
7 – la spiaggia di Copacabana e lo spray per far rispettare la distanza nelle punizioni;
8 – le centinaia di birre consumate nelle serate Mundial;
9 – il colpo di testa di Van Persie contro la Spagna;
10 – la pubblicità della Fiat con Pizzul e Trapattoni.

Brasile 2014, Favi worst ten:
1 – un Brasile così brutto non l’avevo mai visto;
2 – un’Italia così brutta non l’avevo (quasi) mai vista;
3 – il continuo paragone tra Messi e Maradona che mi manda in bestia;
4 – le liti da terza categoria tra i giocatori dell’Italia subito dopo l’eliminazione al primo turno;
5 – il fatto che Neuer (portiere della Germania) non abbia subito nemmeno un pallonetto da distanza siderale (così stai in porta ogni tanto);
6 – la sigla di Sky “questa sera c’è il delirio al Maracanà”;
7 – il mio amico Spina che non ha organizzato il Mondiale da divano alla playstation (ma è comunque giustificato per cause di forza maggiore, I Love You)
8 – Balotelli capro-ne espiatorio dei mali dell’Italia calcistica;
9 – le scuse di chi perde e la modestia di chi vince;
10 – fondamentalmente, il fatto che il Mondiale è già finito.

E citando il grande Enzo Bearzot si chiude così anche il Mondiale 2014 by Meleta: “il calcio pare esser diventato una scienza, anche se non sempre esatta. Tuttavia, per me, si tratta prima di tutto e soprattutto di un gioco”. Chapeau Mr Bearzot!

Il tardivo lancio lungo del Belgio e l’eterna sfida calcistica tra Europa e Sud America mentre il Favi si accomoda sul divano di Meleta.

keep-calm-and-palla-lunga-e-pedalare-3Con la giornata Mundial di ieri si sono concluse le mie personali sfide impossibili alla World Cup Brasile 2014. E come era facilmente pronosticabile le sfide impossibili si sono stoppate bruscamente alle porte delle semifinali.

Ripercorrendo in affannato ordine il mio personale mondiale, nel primo episodio c’è stata la fragorosa uscita di scena degli Azzurri senza neanche poter vivere troppe emozioni e notti magiche (ri-ri-ri mannaggia a voi, ma senza rancore). Poi è stata la volta della Grecia che da quando ha trionfato nell’Europeo del 2004 ha lasciato una traccia indelebile nella mia mente di romantico calciofilo: ma per i discendenti di Zeus fatali furono i rigori negli ottavi. Nei quarti di finale ho così tifato abbastanza veementemente per il Belgio ma la formazione di Wilmots, di fronte alla quotata Argentina de La Pulce, ha utilizzato troppo tardi una delle strategie del calcio secondo Il Favi e cioè la sempre efficace e spettacolare tecnica della “palla lunga e pedalare” che poteva mettere un po’ più alle corde i sudamericani. Risultato? Argentina in semifinale e Belgio a casa anche perché, come ha dichiarato l’amico di un mio amico, “il Belgio non può giocare contemporaneamente con due capelloni a centrocampo” con riferimento al buon Witsel ed al carismatico Fellaini. Della Costarica, dopo che ci ha sconfitti nel girone eliminatorio, preferisco non parlare perché la ferita nazional popolare di azzurro colore sarà in me aperta fino al giorno dopo la fine di questo mondiale.

Eccoci così finalmente arrivati alle semifinali: due gare che riproporranno in campo l’eterna sfida tra le potenze del calcio dei due continenti più storicamente calcistici, l’Europa ed il Sud America.

Guardando il tabellone nei prossimi giorni si giocheranno due gare da leccarsi i baffi: Brasile-Germania (peccato non poter vedere Neymar in azione ma Camillo colombiano è stato un po’ troppo cinghiale nel suo intervento) ed Argentina-Olanda. E dico e sottolineo finalmente perché è sì sempre bello guardare tutte le gare dei Mondiali ma senza la patria italica in lizza io sinceramente non vedevo l’ora di potermi gustare i super match che varranno la finalissima.

Perché queste sono gare che praticamente nessuno si vuole perdere e quindi riecco in campo i maxi schermi, le cene pre e post match ed il clima da “mondiale de noantri” che magicamente rinasce nonostante l’Italia sia da tempo fuori dai giochi.

Buona visione e buon calcio a tutti, a Meleta i divani sono già schierati di fronte ai maxi schermi con Mojito bar in funzione…that’s football life!