Italia fuori dal Mondiale: meno male che ci sono la Grecia e Casiraghi (che ha un appartamento a Meleta)

ITALY V BULGARIAStento ancora a crederci ma finisce qua (o meglio è finita ieri sera intorno alle ore 20) l’avventura azzurra ai Mondiali di Brasile 2014. Una spedizione partita con i migliori propositi ma che alla fine ha delineato in italica maniera il groviera di personalità all’interno di un gruppo che probabilmente squadra non è mai stato se non per brevi momenti.
La prima gara di questa Coppa del Mondo mi e ci aveva fatto ben sperare visto che avevamo vinto la nostra partita d’esordio, chi doveva segnare aveva segnato e chi doveva correre correva per lo meno alla stessa velocità ed intensità dei nostri avversari inglesi. Poi arrivò il Costarica che zitto zitto aveva già sconfitto l’Uruguay ed inguaia anche gli azzurri in una gara dove l’Italia è stata brillante per poco più di dieci minuti creando due nitide palle goal non sfruttate a dovere: ma alla fine l’1-0 dei costaricani ci poteva stare. Sulla nostra strada si è poi presentata ieri la Celeste, formazione di media forza come del resto noi ma con un reparto offensivo di tutto rispetto anche se mordace.
E qui mi fermo perché sarebbe troppo facile puntare il dito contro uno, due, tre o quattro singoli giocatori o contro l’allenatore sempre più vittima sacrificale nel calcio moderno. E non è nemmeno corretto sparlare dell’arbitro visto che il tipo messicano è stato sì poca roba ma se realizzi due reti in tre gare in una manifestazione come il Mondiale credo che sia giusto fare le valigie e rientrare mogi mogi a casa.

Ieri sera, dopo aver smaltito la sportiva delusione (non tanto per la sconfitta ma per il fatto che le notti mondiali azzurre sono finite con largo anticipo rispetto ai miei desideri) mi metto a fare zapping in tv prima di guardare i secondi tempi delle due gare conclusive del Girone C ed ascolto mille e mille valutazioni e commenti sulla spedizione italiana nello stato di Copacabana.
In particolare mi imbatto su un’analisi che sposa in pieno il mio pensiero: il calcio in Italia (chiaro, anche in altri paesi) è ormai una giungla di interessi economici dove l’ente che dovrebbe tutelare e salvaguardare il calcio del Bel Paese è ricattato o scende a patti con i grandi club che fanno il bello ed il cattivo tempo. Le società della massima serie dovrebbero essere obbligate (sì, obbligate) a destinare una buona parte dei loro investimenti nei settori giovanili. Dovrebbe inoltre essere messo un tetto massimo agli stranieri che si possono schierare in campo e nelle rose per far sì che le formazioni italiani siano effettivamente formate in larga parte da giocatori italiani. Questo permette per prima cosa a tutti i tifosi di riscoprire lo spirito territoriale del calcio ed in secondo luogo consente di avere un ventaglio di scelte più ampio e quindi la possibilità di chiamare a vestire i colori della nazionale i migliori giocatori. Ma soprattutto i migliori uomini.

Tornando al calcio giocato sempre ieri notte mi sono gustato tutto il secondo tempo di Costa d’Avorio vs Grecia: due squadre che si sono equivalse per tutta la gara, un po’ come noi e l’Uruguay a mio giudizio. Ecco, la Grecia passa in vantaggio, colpisce tre pali ma a dieci minuti dal fischio finale Gervinho fa il Gervihno e serve a Bony l’assist per l’1-1: africani col passaggio del turno in tasca e Grecia ad un passo dall’eliminazione e stremata dalla fatica. Gli Ellenici si riversano stoicamente in avanti lasciando ampi spazi ai contropiedi ivoriani che padellano una grande occasione quasi al novantesimo. Entriamo nei minuti di recupero e la Grecia fa il miracolo: azione insistita sulla sinistra di Holebas (mi pare), cross basso in mezzo all’area e grossolano fallo di Soi su Samaras che stava per scoccare il tiro verso la porta africana. Rigore e lo stesso Samaras porta una nazione intera agli ottavi di finale.

Una sola parola: emozionante. Emozionante come ti può emozionare un gruppo di uomini che forma una vera squadra, magari con tante lacune tecnico/tattiche ma con un grande cuore (lo stesso cuore messo dal gruppo degli Azzurri nel Mondiale 2006 in Germania per capirci).

Ripongo bandiera tricolore e trombetta nel mio rifugio di Meleta, mi addormento sognando le acrobazie (e le testate) di Casiraghi e tutto mi sembra più bello.

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