Vita semplice e pensiero elevato: Buon Anno dal Favi di Meleta!

annonuovoLe festività natalizie sono state ormai archiviate e nella giornata di oggi saluteremo il vecchio anno per dare il benvenuto al 2015. Meleta si è vestita a festa in questa ultima decade di dicembre ed il sapore tutto particolare delle luci che illuminano i borghi rendono l’atmosfera natalizia unica e sempre piacevole.

Il Favi di Meleta adora il Natale ma non certo per lo scambio di regali e la commercializzazione di questa magica festa, bensì perchè in questi giorni è bello ritrovare i vecchi amici, stare insieme con le persone più care e brindare a tutto trovando sempre dei validi motivi per alimentare i festeggiamenti.

E poi c’è da dire qua a Meleta ci illuminiano ogni qualvolta ci sia la possibilità di discutere e confrontarsi sulle dinamiche che fanno ruotare il nostro mondo: ed è per questo che in una delle tante serate natalizie passate a disquisire su come poter migliorare il nostro modo di vivere, il Gran Consiglio della Meleta da bere ha stilato otto consigli universali (dieci sarebbero stati troppi, cinque invece troppo pochi) per iniziare in maniera fresca, schietta e sincera il nuovo anno.

E qui ve li voglio descrivere, i “Favi Illuminism Top Eight”.
1 – leggi IlFavidiMeleta.com sempre con una sana opinione critica;
2 – utilizza al minimo i social network e vivi per strada respirandone le peculiarità;
3 – in caso di serate tra amici, utilizza il tuo cellulare solo per rispondere ad eventuali telefonate o messaggi e parla, parla, parla invece di spippolare a capo basso;
4 – considera sempre una persona diversa da te come risorsa infinita di differenti visioni;
5 – ascolta i consigli, ascolta le dicerie, ascolta le stronzate ma vai dritto per la tua strada;
6 – metti sempre in discussione le tue convinzioni per elevare il grado di comune umanità;
7 – non ti incazzare per dei piccoli fastidi. Incazzati per bene quando ne vale la pena;
8 – nella velocità della vita moderna, lasciati sempre un piccolo spazio di socialità per il bene della tua comunità.

Vita semplice e pensiero elevato: auguri di Buon Anno dal Favi di Meleta!

La coscienza del Favi: popolare ma anti social (e).

street-art-farhan-siki-2(Farhan Siki, Noam, Screaming isn’t enough, 2011, vernice spray su tela, cm 200×230)

Arriva il mese di dicembre anche nelle valli che circondano la terra di Meleta e l’atmosfera ancora non troppo fredda si mischia con il bianco tepore delle giornate che precedono il Natale dell’anno domini 2014.
Tante le vicende che in queste ultime settimane stanno scuotendo la testa e l’anima del Favi che fatica a trovare la giusta serenità dell’osservatore asettico.

Ma proprio in questi giorni nella capitale del nostro bel Paese è scoppiato un pandemonio. L’operazione Mondo di Mezzo ha portato a “ben trentasette arresti nell’inchiesta portata avanti dai Ros. In manette Massimo Carminati, ex terrorista di estrema destra dei Nar ed ex membro della Banda della Magliana. Agli indagati gli inquirenti, coordinati di Giuseppe Pignatone, contestano a vario titolo anche estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio” (da ilfattoquotidiano.it).

Un bailamme insomma, un caos organizzato.

Giusto più o meno un paio di settimane fa la trasmissione di RaiTre Report non faceva altro che indagare in maniera un pò più profonda rispetto alla Questura di Siena sul Monte dei Paschi di Siena ed alzava un polverone di indignazione anche nei più integerrimi difensori del lavoro dei magistrati. Ed in chi crede fermamente nella giustizia.

In entrambe le situazioni è stata più volte chiamata in causa la parola mafia.

Nel caso senese una mafia elegante che grazie al denaro ed a forti commistioni politiche gestiva e gestisce tutt’ora una città, un territorio e nel frattempo movimenta interessi a livello nazionale ed internazionale.
A Roma il gruppo denominato Mafia Capitale era addirittura “capace di infiltrarsi e fare business nella gestione dei centri accoglienza per immigrati e dei campi nomadi, di finanziare cene e campagne elettorali, come quella dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, tramite la Fondazione Nuova Italia di cui l’esponente di Fratelli d’Italia è presidente. Ma anche di coinvolgere nella loro rete politici di destra e di sinistra” (da ilfattoquotidiano.it).

Storie e vicende incredibili?

Secondo il Favi manco più di tanto visto che purtroppo l’Italia ha questa grande peculiarità: magari tra privati o tra pubbliche amministrazioni è difficile fare sistema per cercare nuove opportunità, nuovi mercati o attrarre nuove clienti. Ma nella ormai purtroppo famosa coppia di fatto Stato-Mafia tutto è possibile: si riesce benissimo a fare sistema, a fare impresa, a far sì che questo connubio diventi sempre più forte e sempre più economicamente rilevante. Con il benestare del politico di turno o grazie all’amico influente dell’amico altrettanto influente che fa il favore o riceve il beneficio.

E io mi domando: ma l’attenzione popolare dove è?
Forse nella preoccupazione che Schettino possa essere uno dei prossimi partecipanti all’Isola dei Famosi.
O forse nella discussione sulla Goal-line Technology che viene rimessa sul banco calcistico ogni volta che c’è un goal fantasma.
O forse nel vivere la quotidianità più nei social che per la strada.

Sarò sincero.

A me un po’ spaventa il mondo virtuale dove la bellezza, la perfezione ed il “yeah! oggi sono in posa nel ristorante all’ultima moda” e domani “yeah! mi trovo alle pendici del Monte Everest con uno spritz in mano” creano l’effimera sensazione di stare al passo con i tempi.

E’ chiaro, se tutti noi avessimo oltre al lavoro, alla famiglia, alla fidanzata, agli hobbies il tempo per valutare con attenzione tutte le malsane cose che capitano ogni giorno sotto i nostri occhi passeremo 24 ore su 24 a fare e disfare senza mai avere la possibilità di un minimo minutaggio dedicato al riposo dell’anima e del corpo.

Ma rimane il fatto che questi tempi sono veramente saturi e maturi di indicibili prese per il culo popolari senza le giuste conseguenze per gli attori che alimentano il malaffare.

Meleta vigila scrivendo, vigila denunciando e mette in guardia: Favi baluardo di coscienza popolare ma al tempo stesso anti social (e) ed amante della street philosophy.

Meleta – #Selfie andata e ritorno: racconto di una storia surreale.

dsc_0256Dopo un breve tour negli Stati Uniti d’America ho fatto ritorno nella verdeggiante Meleta ed ho deciso di raccontare questa quantomeno curiosa avventura.
Negli States ho avuto il piacere di visitare la cittadina di Selfie, che si trova in Michigan, precisamente a metà strada tra Chicago e Toronto (Canada). Appena arrivato a Selfie mi ha fin da subito incuriosito la grande quantità di persone che, invece di camminare per strada guardando le bellezze cittadine o il percorso giornaliero da fare, muoveva passi con il braccio destro (o sinistro a seconda della propria naturale attitudine) alzato o per lo meno ricurvo. Ho parcheggiato la mia Ford Mustang Boss 429 nei pressi di un centro commerciale e mi sono poi avviato nel city centre per scoprire e visitare la città. Durante il tragitto ho continuato a vedere la quasi totalità degli abitanti nativi con questo ormai per me famoso braccio un po’ alzato o ricurvo.
Per soddisfare la mia curiosità mi sono avvicinato ad un abitante di Selfie e mi sono accorto che in mano aveva un dispositivo mobile che mi azzarderei a chiamare cellulare e stava facendo degli autoscatti pian piano che se ne andava per la sua strada. Poi ho incontrato un gruppo di studenti che si stavano autoscattando di fronte ad una chiesa anglicana cercando di inserire nello scatto anche il bel giardino pluviale che circondava la chiesa stessa ed infine ho scorto una mamma con un passeggino che cercava insistentemente di fotografarsi insieme al suo poppante all’interno del passeggino.
Carico di interrogativi sono entrato in una roadhouse grill per soddisfare il bisogno di un lauto pranzo. Entrato nel locale la cameriera mi ha gentilmente dato il benvenuto e poi mi ha chiesto di posare insieme a lei per una foto ricordo da attaccare al muro del locale predisposto per i ricordi fotografici. La bistecca con patate fritte e garlic bread era molto buona e mentre consumavo il mio pranzo mi è capitato fra le mani un piccolo opuscolo che presentava un concerto di musica indie rock che si sarebbe svolto a Selfie nel tardo pomeriggio. Decido che ci sarei andato subito dopo aver completato la visita della cittadina e del territorio circostante.
Dopo pranzo continuo a vagabondare per le ampie ed accoglienti strade e poi decido di tornare a prendere la macchina e mi dirigo verso il Lago Michigan che fa da confine tra gli Stati Uniti ed il Canada e che si trova a circa un quarto d’ora d’auto da Selfie. Arrivato al lago faccio una bella passeggiata lungo la riva e poi mi imbatto in piccolo pub all’aperto che diffondeva una musica inebriante: avvicinandomi vedo che i diffusori sonori esterni sono guidati da un bel giradischi che fa suonare un 33 giri dei Rolling Stones ed in particolare mi gusto Paint It Black davanti ad una bella birra gelata. E la cosa affascinante, oltre al posto ed alla musica è che nessuno fotografa niente e tutti si godono il momento incamerando nell’anima i bei ricordi di quel pomeriggio. Ma il tramonto non tarda ad arrivare ed il concerto indie rock mi sta aspettando.
Rientro a Selfie viaggiando lungo i boulevards cittadini ed inizio a sentire musica, segno evidente che il live è già iniziato. Mi dirigo verso il parco di Selfie ed oramai la luce del giorno ha lasciato spazio ad una notte che si preannuncia limpida e di temperatura più che piacevole quando, superata una piccola collinetta all’interno del parco, vedo una cosa incredibile. Sul palco la band si sta esibendo e la performance è molto piacevole mentre nella platea fasci luminosi illuminano la scena quasi a giorno. E l’illuminazione non è né quella del parco né quella propria dell’evento ma bensì è irradiata dalla somma di spumeggianti cellulari, tablet, pc portatile ecc. posizionati in mano a persone che stanno facendo foto e video in continuazione tanto che dal pubblico sembra che parta una ola continua tipo stadio viste le centinaia di mani e braccia audiovisive. E ad un certo punto anche il front man del gruppo si dirige verso il pubblico in delirio e mentre esegue una canzone più lenta e romantica tira fuori di tasca un cellulare e riprende il pubblico in festa. Vabbè, la musica è comunque ok ed ognuno è libero di gustarsi ogni situazione come meglio crede ma io mi godo il live un po’ più da lontano. Terminato il concerto decido di tornare verso il piccolo motel nel quale passerò la notte ma prima, siccome sono un abitudinario, mi fermo a mangiare un boccone nella stessa griglieria dove ho fatto pranzo. Entro, la cameriera della sera mi saluta amabilmente e poi mi chiede di fare una foto insieme a lei per avere un ricordo del mio passaggio nel locale. Io le rispondo che già a pranzo sono stato immortalato con la sua collega ma lei non sente ragioni e ci facciamo un altro roadhouse autoscatto che poi stamperà su carta e posizionerà accanto all’altra foto del giorno. Divoro magistralmente un Michigan pasty (carne e patate in un involucro di pasta sfoglia) e poi me ne vado a nanna.
La notte dormo bene nonostante le tante proteine ingerite durante la giornata e la mattina seguente mi reco in aeroporto e faccio ritorno a Meleta.
Appena arrivato a casa incontro sulla mia strada un nucleo familiare in ferie di provenienza olandese ed il capofamiglia mi chiede di fare loro una foto di famiglia con panoramica sulla verdeggiante Meleta: “ok” dico subito ed il fatto che non sia una foto scattata a Selfie mi rasserena non poco.
Ah, dimenticavo…il cartello stradale che si incontra arrivando a Selfie è quello inserito nell’immagine di questa variopinta e multimediale storia, una storia autocelebrativa del social io ovunque e comunque.